I dati della bilancia commerciale di gennaio indicano la diminuzione dell’export.
Siamo sicuri che i dazi imposti ai paesi alleati, e anche a quelli più che alleati, come l’Italia, non abbiano fatto danni? Qualcuno sostiene di sì (non facciamo nomi), che lo scotto per le imprese italiane in fondo sia poca cosa. Un’occhiata superficiale al dato relativo al 2025, in effetti, sembrerebbe confermare la tesi. Ma solo se si rimane nel regno delle chiacchiere. Perché la bilancia commerciale relativa allo scorso anno sconta due fattori cruciali: il primo riguarda la data di introduzione dei dazi, sostanzialmente ad agosto, e in secondo luogo il boom dell’export causato non da maggiori consumi, ma dalla necessità degli importatori di riempire i magazzini in vista dell’introduzione delle tariffe decise da Donald Trump. Negli Usa tutti quelli che hanno potuto si sono affrettati ad acquistare i prodotti europei prima che scattasse la ghigliottina tariffaria. Due elementi che spiegano l’accaduto.

Tradotto in numeri, il risultato è stato che l’anno si è concluso con una crescita robusta del 7,2% verso il mercato statunitense, portando il valore totale dell’export a superare i 65 miliardi di euro. Ma nonostante la crescita complessiva, l’entrata in vigore di dazi (fino al 15% su molte merci europee) ha iniziato a pesare sui settori tradizionali. Ovvio, visto che le scorte accumulate dagli importatori stanno calando. Secondo l’Istat, le vendite di prodotti italiani nei mercati extra-Ue sono scese del 6% su base annua a gennaio, percentuale che sale al 7% per gli Stati Uniti. Ora è possibile nelle prossime settimane di qualche effetto positivo dalla decisione della Corte Suprema che ha bloccato una parte dei dazi trumpiani, ma il presidente Usa ha già fatto sapere che li reintrodurrà tramite un altro dispositivo di legge. La riduzione congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue27, spiega l’Istat, è dovuta soprattutto dalle minori vendite di beni strumentali. Nel complesso, però, l’Italia stringe i denti: lo scorso anno a gennaio l’export extra Ue era stato di 2,6 miliardi e quest’anno è sceso a quota 2,1 miliardi. Un calo, ma l’avanzo commerciale resiste.
A proposito di bilancia commerciale: va segnalato che finalmente l’import nei confronti della Russia si è più che dimezzato. La frenata di 156 milioni riguarda metalli e greggio, che a gennaio 2025 rappresentavano la quasi totalità degli acquisti italiani da Mosca.



