Il fotovoltaico in Italia nel 2025 segna un nuovo record storico, confermando un trend di crescita che sta trasformando profondamente il sistema energetico nazionale. In un contesto globale segnato da instabilità geopolitiche, aumento dei consumi e rivoluzione digitale, l’energia solare rappresenta una delle leve più importanti per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Tuttavia, accanto ai risultati positivi emergono anche criticità e squilibri che meritano un’analisi approfondita.


La fame di energia non si placa: industria e abitazioni, complici la rivoluzione digitale divoratrice di elettricità, sono sempre più attaccate alla presa di corrente.

E se le tensioni geopolitiche, termine neutrale che indica in realtà l’aggressione russa e il bullismo americano, minano la certezza negli approvvigionamenti di gas, c’è anche una buona notizia che sarebbe errato sottovalutare.

Si tratta della produzione fotovoltaica, che in Italia nel 2025 ha raggiunto un nuovo record storico superando i 44 terawattora. Per dare un’idea delle dimensioni, si tratta di un aumento del 25,1% rispetto all’anno precedente.

Siamo sempre più pannellosolarofili, per coniare un nuovo aggettivo, e quindi un po’ più indipendenti rispetto alle fonti fossili. Ma, naturalmente, non bisogna dimenticare che il contributo dell’energia solare fa fronte ancora solo a una parte del consumo.

L’Italia, secondo le stime, lo scorso anno ha utilizzato circa 311 terawattora di energia elettrica. Il solare, insomma, rappresenta circa il 15%. Ma il trend è piuttosto marcato: dal 2019 la produzione eolica e fotovoltaica è cresciuta di oltre il 50%, mentre quella termoelettrica è scesa del 20%: un cambiamento significativo dell’equilibrio energetico.

Per esempio, è in progressivo calo la produzione di elettricità da carbone, che lo scorso anno ha visto una ulteriore flessione del 13,5%.

I dati che fornisce Terna fotografano anche altre variazioni. Per esempio, se il fotovoltaico avanza, in compenso cala la produzione da fonte eolica (-3,3%), e il geotermico resta marginale, con un apporto sostanzialmente stabile (-0,3%).

In ogni caso, secondo Terna, nel complesso le rinnovabili nel 2025 hanno segnato un incremento di capacità di 7.191 megawatt.

Ma ci sono anche le notizie meno positive: l’incremento del fotovoltaico è stato dovuto soprattutto agli impianti di grandi dimensioni, mentre il segmento dei piccoli accumuli domestici ha subito una frenata per via della riduzione degli incentivi fiscali che in passato ne avevano favorito la diffusione.

Ora, però, c’è il nuovo Conto termico 3.0, che potrebbe rivitalizzare  l’introduzione di pannelli fotovoltaici anche per le abitazioni.

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