La durabilità delle membrane impermeabili rappresenta oggi uno dei parametri più importanti nella progettazione delle coperture edilizie, soprattutto in un contesto in cui sostenibilità, ciclo di vita degli edifici ed efficienza delle risorse assumono un ruolo sempre più centrale nelle decisioni di investimento. Proprio su questo tema si concentra il nuovo Studio sulle prestazioni di durabilità pubblicato da Derbigum, che raccoglie i risultati delle valutazioni effettuate su coperture installate tra il 1973 e il 1983 in diversi Paesi europei.
Uno studio basato su oltre mezzo secolo di esercizio reale
Derbigum ha pubblicato sul proprio sito lo Studio sulle prestazioni di durabilità, che raccoglie le valutazioni effettuate su coperture installate tra il 1973 e il 1983 in Belgio, Francia e Danimarca.
Il report analizza edifici con destinazioni d’uso differenti, tra cui stabilimenti industriali, strutture pubbliche e immobili del settore terziario, sottoposti nel corso dei decenni a condizioni ambientali e climatiche eterogenee, comprese aree caratterizzate da elevata salinità.
Le valutazioni sono state condotte attraverso due campagne ispettive svolte nel 2016 e nel 2022, consentendo di osservare il comportamento delle membrane in contesti reali di esercizio e su un arco temporale difficilmente documentabile attraverso le sole prove di laboratorio.
Le valutazioni hanno confermato che le membrane sono risultate complessivamente in buone condizioni, mostrando solo una lieve usura superficiale. Il confronto con le evidenze raccolte durante le precedenti visite ai siti in Belgio nel 2016 non ha mostrato variazioni significative nelle condizioni o nelle prestazioni delle membrane impermeabili.
Le analisi hanno evidenziato il mantenimento delle principali prestazioni tecniche: impermeabilità, stabilità dimensionale e tenuta dei giunti e dei dettagli costruttivi, senza evidenze di degrado strutturale delle membrane.
Installazioni risalenti ai primi anni Settanta risultano ancora operative, confermando la capacità delle membrane Derbigum di raggiungere una vita utile di almeno 50 anni in normali condizioni di esercizio, come concluso indipendentemente anche dal British Board of Agrément (BBA), organismo di certificazione nel settore delle costruzioni del Regno Unito.
Implicazioni per il ciclo di vita degli edifici
L’interesse dello studio riguarda anche le implicazioni sul ciclo di vita degli edifici. Nel mercato delle membrane impermeabili, infatti, molti sistemi prevedono una durata utile media compresa tra 20 e 30 anni, rendendo necessario almeno un intervento di sostituzione nel corso della vita dell’immobile. Una copertura in grado di mantenere le proprie prestazioni per oltre 50 anni consente invece di evitare questo passaggio intermedio, riducendo consumi di materiali, attività di cantiere e produzione di rifiuti.
Al termine del ciclo di servizio è inoltre possibile scegliere tra diverse soluzioni: applicare un nuovo strato impermeabile sopra la copertura esistente oppure procedere alla rimozione e al riciclo della vecchia membrana per realizzare un nuovo sistema destinato a garantire una durata analoga.

Franco Villa, Country Manager di Derbigum Italia, commenta «Nel settore delle costruzioni la durabilità è diventata un parametro sempre più rilevante nelle decisioni di progettazione e investimento, anche alla luce delle analisi del ciclo di vita degli edifici e dei requisiti ambientali . I dati raccolti sul campo dimostrano che una membrana capace di mantenere le proprie prestazioni per oltre 50 anni incide concretamente sulla riduzione del consumo di risorse, dei rifiuti e dell’impatto ambientale complessivo, oltre che dei costi. Lo studio dimostra come la durabilità possa essere valutata attraverso evidenze raccolte direttamente sul campo e in contesti molto diversi tra loro. Aver monitorato edifici industriali, strutture pubbliche e altre tipologie di immobili in Paesi e condizioni climatiche differenti ci permette di disporre di dati concreti sulle prestazioni nel lungo periodo. È un elemento importante sia per il comparto industriale sia per quello residenziale, perché consente di ragionare in termini di ciclo di vita dell’edificio, efficienza delle risorse ed economia circolare».
Abbonati ora alla nostra rivista! Scegli tra la versione cartacea o digitale.
Articoli correlati
Ottobre 8, 2026
Porte scorrevoli Dierre: sistemi a scomparsa per ottimizzare gli spazi
Le porte scorrevoli Dierre combinano ottimizzazione dello spazio, flessibilità progettuale e caratteristiche…
Ottobre 6, 2026
Pavimenti in legno: cinque soluzioni di parquet tra design, tecnologia e benessere
Dai parquet decorativi alle superfici idroresistenti per il wellness: cinque nuove interpretazioni dei…




