Spazi per il food sempre più attrezzati e fotogenici. Lavandini rigorosamente sospesi. E aumento di modulare e prefabbricato. Ma le tendenze 2023 per il mondo delle costruzioni comprendono anche la conferma di isolamento, fotovoltaico, nuovi impianti termici e…
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Mettete nel cassetto le previsioni degli esperti, che piovono a fine anno e nella maggior parte dei casi risultano inattendibili (mai nessuno si preoccupa di verificare quelle pronosticate l’anno prima), accantonate i vaticini degli astrologi, eredità del Medioevo e delle debolezze umane, e men che meno considerate le promesse programmatiche degli esponenti politici.
Non resta che scoprire quello che, davvero, può accadere nel sistema delle costruzioni e dell’edilizia. Intendiamoci: non si tratta di stabilire quando sarà posata la prima pietra del ponte sullo Stretto (risate), neppure di prevedere quante ulteriori modifiche saranno applicate ai bonus fiscali (altre risate) e, infine, non è nemmeno il caso di scommettere se il nuovo Codice degli Appalti sbloccherà definitivamente il puzzle burocratico (sghignazzi diffusi).
Niente di tutto questo. Centri studi, professionisti e aziende, invece, si sono focalizzati su quello che sarà il probabile sviluppo del loro business. Ed è più credibile chi ha un interesse concreto a capire come andranno gli affari.
Certo, prevedere che i pannelli isolanti, il sistema cappotto e l’efficienza energetica saranno ancora gettonati, anche se il taglio del superbonus frenerà molti progetti, è una previsione piuttosto banale e che si riassume nelle stime del Centro Studi YouTrade o del Cresme, che abbiamo già pubblicato e che non vale la pena di ripetere. La richiesta di questi materiali di queste soluzioni continuerà. Ma non sono questi gli unici trend che caratterizzeranno il 2023.

Edifici in acciaio prefabbricati in crescita
Per esempio, a dispetto dell’aumento del costo dell’energia e delle materie prime, c’è chi prevede un incremento della domanda di edifici in acciaio prefabbricati. Attenzione: la previsione arriva dagli Usa, dove le condizioni di mercato sono differenti. Ma l’esperienza insegna che molte delle tecniche, a volte anche le mode, a stelle e strisce arrivano con qualche ritardo in Europa.
Per esempio, secondo un produttore di prefabbricati metallici, Armstrong Steel, la domanda di fabbricati costruiti quasi interamente in metallo sta esplodendo non solo in America. Un rapporto sugli edifici pre-ingegnerizzati del 2022 ha mostrato, infatti, che il mercato globale dell’acciaio dovrebbe valere 26,87 miliardi di dollari entro il 2026, il che rappresenterebbe un tasso di crescita annuale composto dell’11,98%.

Gli edifici pre-ingegnerizzati hanno colonne strutturali, travi, travetti, arcarecci e lamiere progettati e fabbricati in modo specifico per ogni edificio e poi assemblati in loco secondo i disegni di montaggio: tutte le parti sono numerate per corrispondere ai disegni.
C’è anche un’altra novità: mentre gli edifici in acciaio pre-ingegnerizzati sono stati ampiamente utilizzati per officine, depositi, sale comuni, fabbriche, hangar aeroportuali, centri commerciali, oggi sono molto richiesti anche per gli edifici destinati a uffici.
Sempre secondo lo studio, gli edifici in acciaio pre-fabbricato offrono molti vantaggi, tra cui la loro flessibilità nell’uso, la velocità di realizzazione e il loro costo complessivo. È naturale, quindi, che sempre più industrie si rivolgano a questo tipo di struttura per le proprie esigenze edilizie.
L’aumento della domanda di edifici in acciaio pre-ingegnerizzati nel mercato degli edifici per uffici contribuisce in modo significativo alla crescita prevista del mercato nel suo complesso. In molti Paesi in via di sviluppo che stanno vivendo una crescita economica e una rapida urbanizzazione, inoltre, questi edifici in acciaio sono preferiti perché sono convenienti e possono essere costruiti più velocemente degli edifici tradizionali.
Infine, il rapporto afferma che a livello globale gli edifici in metallo costituiscono dal 75% all’80% di tutte le nuove costruzioni aziendali e commerciali. Non sorprende, quindi, che il settore dovrebbe registrare una crescita esplosiva nel 2023 e oltre.
Quanto può pesare questo trend per l’Italia? Difficile quantificarlo. Sta di fatto, però, che aree commerciali o destinate al terziario come quelle sviluppate negli ultimi anni a Milano (ma non solo) possono essere interessate a questo modo di progettare e costruire.
Ma, forse, quello che è più interessante riguarda il fatto che una delle maggiori tendenze nel settore delle costruzioni in acciaio, secondo Armstrong Steel Buildings, è l’adozione di pratiche di bioedilizia necessarie per un impatto positivo sul cambiamento climatico.
La produzione di acciaio ha tradizionalmente consumato una notevole quantità di energia e ha provocato molte emissioni. Ma i nuovi progressi tecnologici stanno consentendo alle aziende produttrici di acciaio non solo di ridurre il loro consumo di energia, ma anche di ridurre le loro emissioni. E gli edifici in metallo pre-ingegnerizzati sono considerati sostenibili: l’acciaio è riciclabile al 100% e può essere utilizzato più volte senza compromettere l’integrità del materiale.
Arredamento e progettazione di interni: spazi più piccoli, ma di grande impatto
Tra i trend interessanti non mancano quelli legati all’arredamento e alla progettazione di interni. Anche in questo caso ci sono previsioni che arrivano dagli States e che vanno ridimensionate alla realtà italiana. Ma non per questo sono meno interessanti.
The Plan Collection, società di e-commerce che vende progetti di case chiavi in mano a proprietari e costruttori professionisti (chissà se questo modello di business sfonderà anche da noi), ha messo a punto il suo rapporto annuale sulle previsioni e le tendenze del design per la casa. Certo, siamo in America. Ma se siete utenti di Tik Tok vi accorgerete quanto mode, tendenze e attitudini al consumo volino da una parte all’altra del globo in un nanosecondo.
Il rapporto dell’azienda, in questo caso, rivela le preferenze della generazione dei millennial per il 2023. Eccole: il design della casa sarà più accogliente, più rilassante ed esteticamente gradevole. Ma, per contro, l’inflazione spingerà la gente a spese oculate.
Secondo l’azienda, è probabile che nel 2023 proprietari di case e i progettisti cerchino di massimizzare il proprio investimento perseguendo modelli più piccoli. Secondo il rapporto, «il design per la casa subirà un cambiamento significativo nel 2023, con alcune tendenze guidate da nuove idee innovative che ispirano i millennial, una generazione che rappresenta oltre il 40% degli acquirenti di case e guidata dai social media, mentre altre scelte saranno influenzate dalla realtà pratica imposta sui budget da tassi di interesse più elevati e inflazione», secondo l’opinione di Laurel Vernazza, esperta di design per la casa di The Plan Collection.

Per questo il mix tra aspirazioni e inflazione spingerà il design di interni a spazi più piccoli, ma di grande impatto. I proprietari di immobili stanno reinventando nicchie, angoli e spazi trascurati, che sono riprogettati più compatti, colorati e invitanti.
Il caro-prezzi, è un’altra conclusione a cui arriva il rapporto dell’azienda, frenerà il trend emerso nel periodo del covid di spazi più grandi. Al momento costano troppo: acquistare una casa, con i mutui che scontano l’inflazione, è meno conveniente di quando i tassi erano quasi a zero.
A prevalere, nel 2023, sarà la ristrutturazione della casa di abitazione giù utilizzata. Il focus è su cucine e bagni più attraenti e convenienti. Nel bagno, per esempio, si accentuerà la richiesta di lavandini sospesi, che consentono di sfruttare lo spazio al di sotto o, in ogni caso, contribuiscono ad aumentare la sensazione di spazio del locale: possono far sembrare più grande una piccola metratura e migliorare la stanza con le loro linee pulite e il loro aspetto elegante.

Da non sottovalutare (ahinoi) è il trend che lega l’arredamento al mondo dei social. Ebbene sì, i millenial, e non solo, non acquistano un mobile o non ristrutturano la casa solo per il piacere di viverci, ma anche per vantarsi pubblicamente del loro operato con una fotografia su Facebook, Instagram oppure un video su Tik Tok o Reel. Un’abitudine ancora più radicata per la generazione Z, quella più giovane. Non è chiaro quanto questa idea di fotografabilità possa impattare sul business, ma è meglio tenerla presente.
Un altro trend affermato e che si consoliderà (interessa a chi vende o produce colore) è quella dei cosiddetti accent wall. Non sapete che cosa sono? Probabilmente, però, ne avete già visti: gli accent wall sono le superfici che seguono la regola 60-30-10. Cioè, il 60% della stanza con un colore dominante, il 30% con una tonalità secondaria e il 10% per, appunto, quello destinato al cosiddetto accent wall, la parete che attira l’attenzione, magari con un decoro tridimensionale con un motivo a spina di pesce che, almeno negli Usa, pare sia molto apprezzato.

Queste superfici speciali, inoltre, possono anche essere in pietra, mattoni, piastrelle, legno e carta da parati. Pare che questo tipo di parete funzioni bene per i collegamenti via Zoom o simili.
Un’altra tendenza rilevata riguarda finiture e infissi: dove è possibile, l’idea di sostenibilità e natura spingerà i giovani a rivalutare il legno nel colore naturale. Anche negli interni travi in legno, pareti o soffitti ricavati con travi, perlinato o assi saranno più apprezzati.

Non stupisce, invece, che per la abitazioni di nuova costruzione un’attenzione particolare sia riservata alla cucina. Il food è di moda, tutti si sentono chef a casa loro e tutti, o quasi, pretendono spazi adeguati e studiati per cucinare. Senza dimenticare che, alla fine della preparazione il cibo cucinato e piano di cottura finiranno sui social prima che sulla forchetta dei familiari e degli ospiti. Quindi, ci vogliono cucine ampie, pratiche, ma anche esteticamente belle.

Secondo un’inchiesta del mensile Forbes, inoltre, le cucine con una pianta aperta, in contatto con il resto della casa, contribuiranno a rendere il tempio domestico del food ancora più centrale.
Altro aspetto che riguarda l’arredo è la richiesta di soluzioni per utilizzare meglio gli spazi in modo ibrido. Non tutti possono cambiare casa e aggiungere una stanza, ma lavorare al computer sul divano non è efficiente. Ecco perché i designer pensano a mobili regolabili, adatti a stanze multiuso. Per esempio, divani che diventano poltrone da ufficio oppure tavoli che si trasformano in scrivanie.
Prefabbricati contro l’emergenza abitativa
Ci sono, poi, i trend che proseguono. Non sono una autentica novità, ma sono da tenere d’occhio. Per esempio, la costruzione modulare. Di fronte all’emergenza abitativa, che riguarda soprattutto il ceto medio-basso e al fenomeno dell’immigrazione (che, piaccia o non piaccia, esiste) la progettazione di questo tipo ha numerosi vantaggi.
Il prefabbricato è spedito direttamente in cantiere e facilita l’installazione, con minore tempo di realizzazione e manodopera coinvolte. Le case modulari tendono a essere più economiche delle case ordinarie.

Inoltre, possono essere progettate con una migliore efficienza energetica, con minimo spreco e minore inquinamento acustico in fase di costruzione, più facilmente adattabili a pannelli solari ed elettrodomestici smart. Infine, i tempi di costruzione sono più brevi e, a dispetto della modularità, hanno un design personalizzabile.
Efficienza energetica e sostenibilità ambientale
Un altro trend che è già tra noi e rimarrà a lungo è quello legato alla compatibilità con l’ambiente. Elementi come pietra, mattoni, legno e materiali di recupero sono sempre più apprezzati, anche nell’interior design. I termostati e i sensori dell’acqua intelligenti aiutano i proprietari di case a monitorare le proprie abitudini di consumo energetico e a ridurre i costi delle utenze, e sono ormai obbligatori.
Attenzione anche all’aumento dei veicoli elettrici, che rischia (complici le prescrizioni europee) di scuotere il settore delle costruzioni: uno dei problemi per la diffusione dei veicoli elettrici è la difficoltà di ricarica, che può essere ovviata da postazioni domestiche per ricaricare i veicoli elettrici, per esempio durante le ore notturne.

C’è già, infatti, una forte domanda di colonnine di ricarica domestiche, che possono diventare in breve un prodotto sempre più necessario che entra a far parte delle nuove costruzioni di immobili.
Questo riporta a un altro trend, già evidente sul finire del 2022: la corsa al pannello fotovoltaico, spesso con le soluzioni inefficienti da balcone. Presto chi acquista un mini pannello da terrazzo si renderà conto che spesso la spesa è pressoché inutile.

Altra cosa, invece, è l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto, previa consulenza con un tecnico esperto. Pannelli e, nei casi di maggiore ricerca dell’autonomia energetica, batterie ad accumulo, saranno gettonati anche nel 2023, così come gli impianti di generazione di calore, dalle caldaie a condensazione alle pompe di calore.
Forse, però, passata l’euforia di una soluzione che consenta di azzerare il costo della bolletta, prevarrà il buon senso di modulare le soluzioni caso per caso, con l’aiuto di tecnici e, se ben informati, di rivenditori. Perché anche nel 2023 riscaldare casa sarà piuttosto costoso. Ma questa è una previsione molto semplice.
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