Un’analisi condotta su dati Enea degli interventi necessari per riqualificare un immobile.
Quali sono gli interventi di efficientamento energetico più comuni per gli edifici residenziali? Mce Lab, in collaborazione con Enea, ha condotto l’analisi sui passi necessari per trasformare queste abitazioni inutilizzate in investimenti redditizi. Gli investimenti individuati sono tratti dalle statistiche effettuate da Enea sugli ecobonus:
• l’isolamento termico di componenti superiori opachi disperdenti (come coperture, soffitti) ha un costo di circa 170 euro/m²;
• l’isolamento termico delle pareti ha un costo indicativo di circa 200 euro/m², ma può variare in base alla tipologia di materiale e alle tecnologie impiegate. Ad esempio, l’applicazione di pannelli isolanti in lana di roccia o di vetro sulla muratura risulta generalmente più costosa rispetto a quella con polistirene espanso. Tuttavia, sul mercato sono disponibili diverse soluzioni, materiali e tecnologie. Inoltre, la necessità di isolamento termico per garantire il comfort dei locali può differire localmente in base alle condizioni climatiche;
• la sostituzione degli infissi ha un costo medio che si aggira intorno ai 900 euro/m², ma varia a seconda del materiale scelto (Pvc, legno, alluminio, legno-alluminio) e della configurazione dell’infisso (numero e dimensione delle ante), numero e tipologie di lastre vetrate. Questi interventi contribuiscono a migliorare la tenuta all’aria e il risparmio energetico;
• l’installazione di schermature solari ha un costo medio di circa 280 euro/m² e contribuisce a contenere i fabbisogni termici estivi;
• la sostituzione degli impianti termici a gas con pompe di calore ha costi variabili in base alla potenza e alla tecnologia scelta. Per impianti fino a 10 kW, il costo è di circa 950 euro/kW, mentre per quelli con potenza compresa tra 10 e 35 kW, è di circa 1300 euro/kW. Per un appartamento di 150 m2, i costi complessivi possono variare indicativamente tra i 10.000 e i 12.000 euro;
• l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica ha un costo che si aggira intorno ai 2300 euro/kWp. Per un impianto da 3 kWp, sono necessari circa 18 m2 di superficie. La producibilità del sistema dipende da vari fattori, come il tipo di materiale, l’inclinazione dei pannelli e il loro orientamento (ideale su una falda esposta a sud). Il sistema fotovoltaico può essere abbinato a un accumulo elettrico, con un costo indicativo di 950 €/kWh. I pannelli fotovoltaici riducono le bollette energetiche e aumentano l’indipendenza energetica;
• l’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria ha un costo che si aggira intorno ai 1600 euro/m2. Per una famiglia di quattro persone, sono necessari circa 4 m2 di superficie;
• la Building automation (prevede sistemi di gestione intelligente degli impianti, con investimenti di circa 70 euro/m², che garantiscono maggiore comfort e risparmio energetico.
In Italia, secondo l’Istat, si contano tra 9,6 e 10 milioni di abitazioni vuote, circa il 27-30% del patrimonio immobiliare nazionale. Questi immobili spesso rappresentano un costo per i proprietari, tra imposte, tasse e spese condominiali, ma costituiscono anche un potenziale nascosto di reddito e valorizzazione economica. La maggior parte di questi immobili, costruiti prima del 1980, necessita di adeguamenti energetici e normativi per diventare appetibili sul mercato, sempre più orientato verso case green e smart. Nonostante il miglioramento registrato tra il 2018 e il 2023, con un aumento degli edifici in classe A (da 7,8% a 11,3%), circa il 70% del parco immobiliare italiano rimane nelle tre peggiori classi energetiche.
Questo non solo contribuisce ad accentuare situazioni di povertà energetica, ma ha anche un impatto sul valore economico dell’immobile. Negli ultimi dieci anni il mercato immobiliare italiano ha mostrato sempre più interesse verso gli edifici ad alta prestazione energetica (classi energetiche A e B). Lo dimostra l’analisi condotta dalla Community Smart Building di Teha Group, che ha indagato l’evoluzione del parco immobiliare italiano in termini di efficienza energetica, evidenziando come il valore di mercato degli edifici ristrutturati, sia pari a 2.316 euro/m2, ovvero l’80% in più rispetto a quelli da ristrutturare (1.290 euro/m2).
“Questo patrimonio immobiliare può essere valorizzato, favorendo una ripresa economica verde e sostenibile, trasformando un costo in opportunità concreta per i proprietari e per l’ambiente», afferma Nicolandrea Calabrese, Responsabile Laboratorio efficienza energetica negli Edifici e Sviluppo Urbano. «Per ottenere risultati concreti nella riqualificazione energetica, è fondamentale rivolgersi a professionisti qualificati, come architetti, ingegneri e geometri. Queste figure professionali sono in grado di pianificare gli interventi in modo integrato, nel rispetto delle normative vigenti e massimizzando i benefici in termini di efficienza e risparmio. Per individuarli è importante verificare le qualifiche ufficiali: tutti i professionisti devono essere iscritti ad un ordine o collegio professionale competente e, preferibilmente, avere certificazioni aggiuntive in materia di efficienza energetica. Un professionista capace saprà proporre un piano di intervento dettagliato, illustrando i costi, le fasi dei lavori e i vantaggi attesi».
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