Le coperture degli edifici rappresentano uno degli elementi più determinanti per la protezione, l’efficienza energetica e la qualità architettonica di una costruzione. Tra tetti piani, tetti verdi e coperture inclinate, ogni soluzione risponde a esigenze specifiche legate alla funzionalità, alla manutenzione, al comportamento termo‑igrometrico e all’integrazione con l’ambiente circostante.
Comprendere caratteristiche, prestazioni e stratigrafie di ciascuna tipologia è fondamentale per progettare edifici durevoli, sicuri e capaci di dialogare con il contesto climatico e urbano. Questo articolo analizza le principali configurazioni di copertura, mettendo in luce differenze, applicazioni e vantaggi tecnici delle soluzioni più diffuse oggi in ambito edilizio.
Tetti piani: caratteristiche e applicazioni
La normativa definisce tetti piani tutte quelle coperture che sono caratterizzate da una pendenza minima (minore del 5%) ma sufficiente per assicurare lo scorrimento dell’acqua in maniera corretta fino agli scarichi: proprio per questo motivo sono spesso identificabili per la costante presenza di uno strato continuo di tenuta all’acqua. In presenza di basse pendenze, infatti, la discontinuità del manto costituirebbe un punto critico notevole nel soddisfacimento dei requisiti minimi di impermeabilità.
I tetti piani possono essere divisi in due gruppi:
- non praticabili: non sono accessibili alle persone se non per fini manutentivi. In questi casi gli elementi di finitura sono ridotti al minimo e ciò che più importa è lo strato di tenuta all’acqua
- praticabili: accessibili in maniera permanente alle persone; tendenzialmente sono dotati di pavimentazione e di protezioni contro il rischio di caduta dall’alto. In questi casi, il sovraccarico accidentale di esercizio diviene un fattore fondamentale nel dimensionamento della struttura della copertura, attestandosi in ambito civile intorno ai 400 kg/mq
Tetti verdi o a giardino
Tra le coperture praticabili particolare interesse da un punto di vista sia architettonico che costruttivo, ricoprono i tetti verdi o a giardino.
I tetti verdi, infatti, sono oggetto di sempre rinnovata attenzione da parte del mondo della produzione edilizia, sia per ragioni estetiche e di fruibilità degli spazi esterni, sia perché il loro contributo in termini di schermatura all’irraggiamento solare si è dimostrato essere un valore aggiunto ancor più rilevante.
Allo stesso modo, le capacità di controllo del deflusso delle acque piovane che un tetto giardino possiede, lo hanno reso oggetto di studi ai fini del soddisfacimento dei requisiti di invarianza idraulica ormai richiesti dalla maggior parte delle regioni italiane, a salvaguardia dei rischi da dissesto idrogeologico.
Benché non esista un limite fisico prestabilito che ne impedisca l’applicazione anche su coperture inclinate, le coltivazioni vengono usate soprattutto sui tetti piani.
Si possono distinguere tra due tipi di coltivazione realizzabili su coperture nelle quali rientrano le seguenti forme di vegetazione:
- coltivazione estensiva: si usano piante di poco valore, di crescita scarsa e resistenti al clima asciutto; il substrato è sottile e lo strato di accumulo e di drenaggio dell’acqua sono di scarso effetto. Richiedono poca cura e manutenzione e sono pertanto adatte anche a coperture inclinate
- coltivazione intensiva: la scelta delle piante riguarda erbe, arbusti e piante legnose che richiedono cura costante. Le più adatte sono quelle a crescita fitta come i sempreverdi. Il substrato è più ricco e ha un alto contenuto di sostanze nutritive, necessitano di cura regolare e, nei periodi senza pioggia, di irrigazione artificiale. È tipica delle coperture piane
Accanto alle funzioni primarie di protezione dall’acqua, dal rumore e di protezione termica, la soluzione di tetto verde offre grandi vantaggi estetici, di miglioramento del clima e soprattutto ecologici, perché restituisce all’ambiente preziosi spazi verdi.
A fronte di questi vantaggi corrisponde sicuramente una necessaria predisposizione a dover corrispondere un maggior costo iniziale di realizzazione rispetto a una copertura tradizionale, nonché a cicli manutentivi più frequenti.
Gli strati per la realizzazione di un tetto verde
Gli strati per la realizzazione di un tetto verde, da sovrapporre alla struttura portante dal basso verso l’alto, sono:
- barriera al vapore
- isolante termo-acustico con eventuale strato protettivo
- massetto pendenze
- strato di impermeabilizzazione
- strato di scorrimento: anche con funzioni di protezione anti-radice in tessuto geotessile, per impedire il passaggio dei materiali di fine granulometria contenuti nella terra dello strato di coltivazione
- strato drenante: (ciottoli-ghiaia o pannelli di polistirolo) atto a favorire l’allontanamento delle acque meteoriche e di irrigazione (spessore 6÷8 centimetri)
- strato filtrante: in tessuto non tessuto per il passaggio selettivo delle radici
- strato di terra di coltivazione: di spessore variabile tra i 7 e i 20 centimetri per verde diffuso in copertura di tipo estensivo e tra i 20 e i 50 centimetri per piante in coperture di tipo intensivo.

Tetti inclinati
Si definiscono tetti inclinati tutte quelle coperture che hanno una pendenza del manto di copertura superiore al 5%, generalmente variabile dal 20% al 60% a seconda della latitudine in cui viene costruita e del materiale impiegato per la realizzazione del manto di copertura.
Costituiscono il tipo di copertura più comunemente impiegato e forniscono una protezione adeguata in ogni situazione climatica grazie alla possibilità di conformarli morfologicamente con aggetti e sporti rispondenti alle diverse esigenze.
Una caratteristica molto importante delle coperture inclinate è la possibilità di creare in maniera semplice e poco costosa uno strato di ventilazione naturale tra il pacchetto di isolamento e il manto di copertura: si parla in questi casi di tetto ventilato.
Realizzabile mediante la posa di una listellatura posata secondo il senso della falda, essa consente di abbattere la temperatura superficiale del manto durante i periodi di forte irraggiamento (ciclo estivo) e di diminuire il grado di umidità superficiale dello stesso nelle stagioni fredde (ciclo invernale).
La ventilazione avviene dalla gronda al colmo, pertanto è fondamentale che questo sia realizzato con elementi posati a secco che lascino libera di correre una microventilazione sottocolmo.
di Matteo Cazzaniga
Approfondimenti
Gli articoli dedicati al sistema tetto, che formano una guida introduttiva a tipologie e funzioni delle coperture edilizie, proseguono presentando altre tematiche:
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