Il tetto, come sanno bene progettisti e rivenditori di materiali per edilizia, da tempo non è più una superficie inclinata di tegole o coppi, oppure una semplice copertura orizzontale impermeabile. Perché evitare di far penetrare la pioggia nell’edificio sottostante è solo uno degli aspetti che caratterizzano l’evoluzione dei tetti.

Non a caso si parla di sistema, cioè di un insieme di fattori che da semplice elemento di protezione fanno del tetto un componente fondamentale nell’architettura moderna, capace di integrare funzioni energetiche, tecnologiche e ambientali.

E con l’evoluzione delle normative e l’innovazione dei materiali il tetto continua a essere un elemento sempre più cruciale per la realizzazione di edifici sostenibili, sicuri ed efficienti.

Il mercato dei tetti

[ihc-hide-content ihc_mb_type=”show” ihc_mb_who=”2,4,5″ ihc_mb_template=”1″ ]

Raggiungere l’obiettivo di avere tetti all’altezza (è il caso di dirlo) dei requisiti di efficienza è un obiettivo che può impegnare l’edilizia per i prossimi decenni.

Basti pensare che in Italia la superficie totale delle coperture è stimata in 2,2 miliardi di metri quadrati, dei quali 1,5 circa su edifici residenziali e altri 700 milioni di metri quadrati per costruzioni non residenziali.

Solo una piccola parte di questo oceano di coppi e tegole è stato efficientato con i bonus degli anni scorsi.

Più in generale, secondo l’Istat, il sistema tetto ha un mercato annuo di 8 milioni di metri quadrati per il residenziale e di altri 4 milioni per il non residenziale se si parla di nuovo, a cui si devono aggiungere gli interventi di ristrutturazione. Complessivamente si tratta di un mercato medio variabile tra 60 e 70 milioni di metri quadrati.

Dato che deriva dalla considerazione che, mediamente, ogni anno il 3% delle coperture in Italia sono oggetto di interventi di rifacimento, riqualificazione, impermeabilizzazione.

Un altro dato serve a inquadrare il business del sistema tetto: al netto delle nuove costruzioni, la copertura, o alcune sue componenti, mediamente ha tempi di rifacimento e interventi intorno ai 30-35 anni.

Tetti sempre più attenti a sostenibilità, funzionalità e comfort

Per questo gli esperti del settore, dai rivenditori di materiali edili agli architetti, devono essere pronti a rispondere alle crescenti richieste di soluzioni avanzate e a stare al passo con l’evoluzione delle tecnologie, in un mercato che punta sempre di più alla sostenibilità, alla funzionalità e al comfort.

La sfida per il futuro sarà quella di continuare a innovare, garantendo soluzioni efficaci e accessibili per tutti i tipi di edifici.

Il tetto, in ogni caso, ha sempre rappresentato uno degli elementi più cruciali nell’architettura e nelle costruzioni: svolge il compito fondamentale di proteggere gli interni da agenti atmosferici, garantendo sicurezza, isolamento e comfort.

Tuttavia, negli ultimi decenni, la funzione del tetto si è evoluta notevolmente, non solo per rispondere a nuove esigenze climatiche e normative, ma anche per sfruttare le tecnologie emergenti che arricchiscono le potenzialità di questo elemento architettonico.

La trasformazione è stata accompagnata dall’introduzione di materiali innovativi, soluzioni tecniche avanzate e l’integrazione di sistemi intelligenti che, oltre alla protezione, permettono ai tetti di rispondere a esigenze energetiche, estetiche e funzionali sempre più diversificate.

Tetti coibentati

Per esempio, in un contesto di crescente di attenzione alla sostenibilità energetica, l’isolamento termico del tetto ha assunto un’importanza fondamentale.

È una legge della fisica: il calore che si produce all’interno dell’edificio tende a salire e, se non trova resistenza verso il tetto, si disperde fino al 45%.

Un tetto coibentato è in grado di trattenere parte del calore, se ben isolato è in grado di trattenere la temperatura e, in estate, di essere una efficace barriera ai raggi del sole.

I materiali utilizzati per questo scopo si sono evoluti, aggiungendo alle tradizionali soluzioni in fibrocemento, laterizio e tegole anche i materiali più avanzati come poliuretano espanso, polistirene espanso sinterizzato (Eps), oppure a base di fibra di vetro o fibra di legno.

Materiali isolanti a base di lane minerali (roccia) o naturali (legno o canapa) sono dotati di elevate densità (a partire da 100 chilogrammi per metro cubo fino ad arrivare a superare i 200 chilogrammi per metro cubo).

L’isolamento termico è spesso realizzato anche attraverso l’impiego di sistemi composti da strati di materiali ad alte prestazioni, che possono includere pannelli coibenti abbinati a membrane impermeabilizzanti e traspiranti.

Tetti ventilati

Anche l’introduzione di tetti ventilati, dove la presenza di un’intercapedine d’aria favorisce lo smaltimento del calore, è diventata una tecnica sempre più utilizzata in regioni con climi estremi.

Il tetto ventilato è una tipologia di tetto realizzata per garantire il ricircolo d’aria tra gli strati isolanti e la copertura esterna, tramite una ventilazione garantita da una corretta inclinazione delle falde.

Per poter garantire il ricircolo, il tetto deve avere una camera d’aria, un’intercapedine tra la copertura e lo strato isolante per consentire al flusso d’aria proveniente dalla gronda di raggiungere il punto d’uscita che si trova vicino al colmo del tetto, garantendo una migliore coibentazione interna dell’edificio.

Parallelamente all’isolamento termico, il miglioramento delle performance acustiche è diventato un tema rilevante, soprattutto in contesti urbani.

Le tecnologie acustiche per i tetti, che un tempo si limitavano a strati di materiali fonoassorbenti, si sono evolute con l’introduzione di membrane e rivestimenti specializzati, capaci di ridurre la trasmissione del rumore aereo e strutturale.

Tali soluzioni sono fondamentali in ambienti residenziali, commerciali e in edifici ad alta densità abitativa.

A questo si aggiunge la crescente consapevolezza del rispetto verso i temi legati alla sostenibilità e al cambiamento climatico: un interesse che ha spinto verso un’evoluzione del tetto da semplice elemento di protezione a componente attivo nella produzione e gestione dell’energia.

Tetti solari

L’impiego di pannelli fotovoltaici sui tetti ha visto un’esplosione negli ultimi decenni, soprattutto con l’evoluzione della tecnologia dei moduli solari e la diminuzione dei costi di produzione.

E, secondo i calcoli dell’International Energy Acengy, in Italia ci sono 2.200 chilometri quadrati di tetto utilizzabili per installazioni fotovoltaiche.

I tetti solari, sia residenziali che commerciali, sono ormai una realtà consolidata e contribuiscono a soddisfare la domanda di energia elettrica da fonti rinnovabili.

In questo campo, oltre ai tradizionali moduli fotovoltaici, sono emerse soluzioni integrate come i tetti fotovoltaici, con materiali che combinano la copertura con l’isolamento e la produzione di energia: offrono un’alternativa esteticamente gradevole e performante.

Anche i sistemi solari termici, utilizzati per la produzione di acqua calda sanitaria, hanno visto un’espansione nella loro applicazione sui tetti, grazie alla loro efficienza e semplicità di installazione.

Teti moderni

Tetti verdi

Anche l’introduzione dei tetti verdi ha segnato una svolta significativa nella progettazione e costruzione degli edifici.

I tetti verdi, che possono essere di tipo estensivo o intensivo, non solo migliorano l’efficienza energetica riducendo l’uso di energia per il riscaldamento e il raffrescamento, ma offrono anche un impatto positivo sul microclima urbano.

L’uso di vegetazione per l’isolamento termico permette di ridurre l’effetto isola di calore urbano, contribuendo così alla sostenibilità ambientale.

In aggiunta ai tetti verdi, l’integrazione di sistemi di raccolta dell’acqua piovana e di filtrazione attraverso substrati vegetali, ha fatto compiere ai tetti un passo avanti nella gestione delle risorse naturali e nella prevenzione del rischio idrogeologico.

L’adozione di membrane impermeabilizzanti a bassa emissività o ad alta riflettenza è un’altra tecnica che contribuisce all’efficienza energetica del tetto.

Questi materiali, che riflettono la radiazione solare anziché assorbirla, aiutano a mantenere più freschi gli edifici, riducendo la necessità di sistemi di climatizzazione e contribuendo a mitigare il riscaldamento globale.

I prodotti caratterizzati da elevata riflettanza solare ed emissività termica all’infrarosso possono garantire una limitazione del surriscaldamento delle superfici e un positivo impatto in termini di consumo energetico.

La riflettanza solare quantifica la capacità di una superfice di riflettere l’energia della radiazione che incide su di essa. E una superficie che riflette molto si scalda poco. Materiali con buon effetto antisolare hanno riflettanza al di sopra del 70% e quelli con ottime proprietà antisolari hanno riflettanza sopra all’80%.

Un’altra soluzione è la sostituzione delle guaine impermeabili vecchie, in passato applicate in molti edifici, con prodotti e sistemi più efficienti di impermeabilizzazione, ma anche di traspirazione.

Sono materiali ottenuti con investimenti sulla ricerca e che, dal punto di vista della tecnologia, sono soluzioni in grado di rendere i tetti dei sistemi di scambio e regolazione termoigrometrica, aumentando e garantendo un benessere e una vivibilità migliorata.

Tetti smart

Ma, oltre alla sostenibilità e all’efficienza energetica, anche la tecnologia sta giocando un ruolo sempre più rilevante nella funzione del tetto.

I tetti smart sono una delle frontiere più affascinanti dell’architettura moderna, dove i materiali e le soluzioni digitali si combinano per rispondere a specifiche esigenze di comfort e performance: sensori e automazione delle eventuali finestre per tetto, collegate al sistema domotico della casa, collegano il sistema tetto con la digitalizzazione delle abitazioni che proteggono.

Con l’avvento della domotica e dei sistemi integrati per il controllo del clima i tetti moderni sono dotati di sensori che monitorano la temperatura e l’umidità, attivando sistemi di ventilazione o di regolazione del clima interno in tempo reale.

Questa tecnologia, combinata con l’utilizzo di materiali a cambiamento di fase, permette di ottimizzare l’efficienza energetica, migliorando il comfort abitativo e riducendo i costi di gestione.

Sistemi antincendio avanzati

In alcune aree geografiche ad alto rischio di incendi i tetti stanno evolvendo per includere sistemi di protezione attiva contro il fuoco.

Membrane ignifughe, materiali non combustibili e l’adozione di tetti in grado di disinnescare o limitare la propagazione delle fiamme sono alcune delle innovazioni.

In aggiunta, i sistemi di irrigazione automatica dei tetti, come quelli integrati nei tetti verdi, possono contribuire a mitigare i rischi legati agli incendi, più frequenti di quanto si pensi, specialmente nelle zone rurali o montane, dove l’utilizzo di sistemi di riscaldamento come camini e stufe possono incendiare le coperture, quando la canna fumaria non è pulita regolarmente.

Normative e tecniche di progettazione

Le normative edilizie e le leggi sulla sicurezza hanno avuto un impatto diretto sull’evoluzione della funzione del tetto.

Negli ultimi anni sono state introdotte nuove regolamentazioni in tema di efficienza energetica, sicurezza sismica e protezione contro i rischi ambientali, che hanno influito sul modo in cui i tetti vengono progettati e costruiti.

E con l’introduzione del pacchetto energia dell’Unione Europea, che impone obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, il settore edilizio è stato chiamato a ridurre il fabbisogno energetico degli edifici anche a partire dal tetto.

La necessità di un maggiore isolamento dell’edificio è stata introdotta con la direttiva 2002/91/Ce, recepita in Italia tre anni dopo con il decreto legislativo 192/2005.

Il decreto legislativo 311/2006 ha poi integrato con disposizioni correttive il 192/2005 in vigore con i relativi decreti attuativi.

Le coperture, con la loro capacità di ospitare sistemi solari o di isolare termicamente, sono diventati quindi un punto cruciale nella progettazione di edifici a energia quasi zero (nZeb).

In ogni caso, le normative italiane ed europee in materia di edilizia sostenibile richiedono l’adozione di soluzioni sempre più efficienti per l’isolamento termico.

Resistenza sismica

Anche l’introduzione di tecniche di progettazione antisismica ha portato a un’evoluzione nella costruzione dei tetti, che oggi devono essere pensati non solo per sopportare il peso delle strutture e degli impianti, ma anche per garantire la sicurezza in caso di eventi sismici.

Materiali più leggeri, ma resistenti e tecniche di fissaggio avanzate, sono diventati fondamentali per garantire la stabilità del tetto durante un sisma.

Tante frontiere, insomma, per quello che è stato il modulo costruttivo più antico dell’umanità: il riparo dalle intemperie, che oggi è un valore aggiunto per migliorare comfort e sicurezza.

di Paolo Caliari

[/ihc-hide-content]


Articoli correlati