Per il 42esimo anno BolognaFiere si prepara ad accogliere professionisti del settore da tutto il mondo, con un’edizione di Cersaie 2025 che si preannuncia ricca di novità e con la volontà di una forte ripresa per il mondo della ceramica e dell’arredobagno, settori sfaccettati, poliedrici e ricci di sbocchi, specialmente oltreconfine.

Dal 22 al 26 settembre, le giornate saranno dedicate all’innovazione, al networking e alla scoperta di prodotti d’eccellenza: con queste premesse Cersaie torna per riunire i protagonisti internazionali del design, della progettazione e della distribuzione. Non solo aziende leader da tutto il mondo, ma anche anteprime di tendenze future, soluzioni innovative e materiali performanti, dall’arredobagno alle finiture per lo spazio architettonico.


Fiera più grande e brand emergenti

Dopo i numeri dell’anno scorso, per il prossimo settembre l’intento è stato chiaro: allargarsi, infatti Cersaie diventa più grande di diecimila metri quadrati e un layout rinnovato con dodici padiglioni dedicati a specifiche attività che tradizionalmente ospitano le aziende leader da tutto il mondo, per i settori delle superfici ceramiche e dell’arredobagno, da sempre i cardini della fiera, si aggiungerà il Padiglione 19, dedicato alla posa, mentre i Padiglioni 31 e 32 mostreranno le altre superfici di pregio e le finiture di interni ed esterni.

Questi settori completano la varietà di prodotti in esposizione per i numerosi progettisti, designer, contractor e operatori del trade che visitano questa manifestazione per trovare ispirazione e prodotti per i loro progetti.

Brand emergenti, materiali sempre più tecnologici e di qualità trovano quest’anno una collocazione strategica. Il Padiglione 19 diventa il punto di riferimento per le aziende e per i professionisti del settore della posa, offrendo un’area caratterizzata da nuove tecnologie, materiali innovativi, dimostrazioni dal vivo e all’aggiornamento professionale, non solo dei posatori, ma anche degli architetti, dei rivenditori e del personale di showroom specializzati.

Nel padiglione sarà allestita la 13esima edizione della Città della Posa, con una grande area dedicata ad Assoposa Academy, dove ogni giorno i maestri posatori eseguiranno innovative dimostrazioni di messa in opera di manufatti di arredamento realizzati in ceramica.

Nell’area convegni si svolgeranno, invece, i seminari tecnici sulle grandi lastre ceramiche, rivolti ad architetti, ingegneri e geometri ai quali la partecipazione garantisce l’acquisizione di crediti formativi professionali. Sarà inoltre presentata l’iniziativa Cersaie World Tiling Lab, area di oltre 200 metri quadrati nella quale quattro squadre di giovani posatori provenienti da Italia, Svizzera, Danimarca e Brasile si cimenteranno nella realizzazione di quattro ambienti: un bagno con una nicchia nella doccia, un ambiente outdoor, una zona living con una scala e un rivestimento a facciata con porta finestra.

Novità che il presidente di Confindustria Ceramica, Augusto Ciarrocchi, anticipa a YouTrade.

Intervista Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica

augusto-ciarrocchi-confindustria-ceramica

Che cosa rende speciale l’edizione 2025 di Cersaie?

L’edizione 2025 è particolarmente significativa. Abbiamo registrato un incremento del numero di espositori, che ha raggiunto quota 620 tra aziende italiane ed estere, e un aumento della superficie espositiva di 10 mila metri quadrati. Questo risultato è frutto delle numerose richieste di partecipazione, testimonianza dell’attrattiva crescente di Cersaie a livello globale.

Quali sono le aspettative per questa edizione?

Le nostre aspettative sono di elevare ulteriormente gli standard qualitativi che Cersaie ha raggiunto negli ultimi anni. Vogliamo consolidare la nostra posizione di fiera di riferimento per il prodotto ceramico e l’arredobagno, un caposaldo per la promozione di queste superfici e prodotti a livello mondiale.

Quali sono gli highlight di questa edizione e le novità in termini di prodotti?

Quest’anno il programma convegnistico si concentra sullo spazio architettonico, declinato in cinque ambiti tematici: abitare il lavoro, abitare il benessere, abitare la trasformazione, abitare il sapere e abitare insieme. L’obiettivo è estendere l’utilizzo della piastrella a tutti gli aspetti dell’abitare, esplorando il suo potenziale ancora inespresso nell’architettura.

Per quanto riguarda le novità di prodotto, assistiamo ad un costante lavoro di ricerca e sviluppo finalizzato a presentare in fiera gli ultimi ritrovati. La capacità di fare innovazione viene declinata in diversi ambiti, a partire dai formati per arrivare alle grafiche superficiali, dalla selezione dei colori fino alla identificazione di forme originali nel caso dell’arredobagno.

Il settore è in continua evoluzione. Accanto ai grandi formati, una tecnologia acquisita e diffusa tra le aziende di ceramica italiana, stiamo assistendo a un ritorno ai formati più piccoli, che riprendono forme e effetti superficiali dei prodotti artigianali di qualche decennio fa, seppur realizzati con una produzione industriale. Questi formati più decorativi e tridimensionali rappresentano una nuova sfaccettatura della produzione attuale.

Avete allestito un nuovo padiglione dedicato alla posa: come è nata questa esigenza e che cosa troveranno i visitatori?

La Città della Posa (Padiglione 19) è stata creata per informare delle peculiarità sempre più sofisticate delle ceramiche. L’iniziativa mira a fornire informazioni e a promuovere una formazione più specifica e avanzata per gli operatori.

È fondamentale che il personale utilizzato diventi specializzato e acquisisca competenze nell’uso di attrezzature dedicate e approfondisca la conoscenza dei prodotti e delle loro caratteristiche, al fine di garantire una posa di alta qualità. I visitatori potranno osservare aziende che dimostrano tecniche di montaggio e l’utilizzo delle attrezzature necessarie.

Quanti espositori prenderanno parte a questa edizione e per quali settori?

Saranno 620 gli espositori provenienti da 29 paesi del mondo che prenderanno parte a questa edizione: rappresentano l’eccellenza del settore ceramica e arredobagno a livello mondiale.

Stiamo ampliando il campo d’azione per rendere la fiera ancora più attrattiva, includendo settori collaterali che interessano i visitatori professionali. Quest’anno, infatti, i padiglioni ospiteranno anche altre superfici di pregio, come legno e marmo, e finiture per interni ed esterni come le porte.

L’industria della ceramica ha superato nel 2024 i 7,5 miliardi di fatturato, nonostante le criticità. Come sta andando il 2025 e quali le previsioni per il 2026?

Per il 2025 stiamo osservando una stasi produttiva, con unacontrazione nei volumi e una leggera flessione nei valori, a causa di un’intensa concorrenza che spinge al ribasso i prezzi di vendita.

A complicare ulteriormente il quadro, ci sono le tariffe del 15% frutto dell’accordo Unione Europea Amministrazione Trump. Per la ceramica, che esporta 700 milioni di euro all’anno negli Stati Uniti, questo rappresenta un ulteriore aggravio rispetto ai dazi del 10% precedentemente in vigore.

L’applicazione di dazi anche ad altri paesi fornitori come l’India precluderebbe il mercato americano ad altri fornitori esteri, scatenando un pericoloso effetto domino. I grandi produttori internazionali, quindi, non potendo più accedere al mercato statunitense, riverserebbero la loro produzione in Europa, intensificando una concorrenza basata esclusivamente sul prezzo.

Di conseguenza, le previsioni per il secondo semestre del 2025 e per l’intero 2026 rimangono estremamente complesse, a causa di un quadro economico caratterizzato da molteplici incertezze.

L’export è aumentato, raggiungendo picchi dell’82%: qual è il piazzamento della ceramica italiana nel podio estero? Quali sono i prodotti più richiesti?

I prodotti più richiesti sono prevalentemente i formati tradizionali, con dimensioni fino a 120×120 centimetri, ma i prodotti di grandi dimensioni stanno acquisendo maggiore peso sul mercato, soprattutto negli usi architettonici.

L’Europa, in particolare l’Unione Europea, rappresenta l’area di riferimento per le esportazioni italiane, con Germania e Francia che sono mercati tradizionali. Sebbene il mercato tedesco abbia sofferto nell’ultimo anno, apprezziamo ora segnali di ripresa.

Nonostante la presenza di grossi produttori in altri mercati, la qualità e il design delle piastrelle italiane favoriscono le esportazioni anche dove la produzione interna è forte. Abbiamo registrato una domanda pressante dagli Stati Uniti, dove i clienti americani ad inizio anno avevano anticipato gli acquisti per immagazzinare prodotto prima dell’eventuale entrata in vigore dei dazi, un fenomeno che è continuato anche nelle settimane successive.

Un altro mercato molto promettente è quello del Golfo Persico, che punta ai prodotti italiani di pregio. Il mercato globale apprezza il prodotto italiano per la sua qualità, il suo design e la sua capacità di innovazione.

Quali sono i comparti delle applicazioni più richiesti attualmente nel mercato, quali in crescita e quali in calo?

Il settore ceramico dimostra dinamiche differenti nei suoi comparti principali. Per quanto riguarda le piastrelle, si registra un apprezzamento sia nel settore dell’architettura che per i rivestimenti interni alle case, sempre maggiore per le soluzioni di grande formato.

Nel comparto della ceramica sanitaria, si osserva una fase di relativa calma dopo il significativo rimbalzo post-Covid e i benefici ottenuti dal Superbonus. Nonostante il prodotto tradizionale bianco continui a essere il più diffuso, molte aziende stanno introducendo sul mercato sanitari colorati e con finiture opache. Questo rappresenta un elemento di novità nel design per la casa, offrendo nuove possibilità estetiche e funzionali.

Quali sono i plus della produzione italiana e da quali Paesi arriva la concorrenza più aggressiva?

I plus della produzione italiana, al di là dell’innovazione costante nel prodotto, risiedono nella sostenibilità ambientale e sociale. Le aziende italiane sono all’avanguardia nell’attenzione alla sostenibilità ambientale, con un impegno massimo nella riduzione delle emissioni.

Ciò che ci preme comunicare è anche la sostenibilità sociale: l’industria italiana garantisce ai propri dipendenti condizioni di lavoro ottimali, un aspetto che ci differenzia notevolmente dalla concorrenza. Quella più agguerrita proviene da Cina e India, che spesso non adottano gli stessi standard di sostenibilità e condizioni lavorative, consentendo loro di produrre a costi inferiori.

La logistica è difficile per le diverse ombre che oscurano il  panorama nazionale e internazionale: quali criticità sono state rilevate?

Per il distretto di Sassuolo, cruciale per la produzione ceramica, la logistica è resa difficile dalla mancanza di infrastrutture strategiche promesse da anni, ma non ancora realizzate, come la bretella Campogalliano-Sassuolo.

A livello internazionale le criticità sono molteplici e coinvolgono diversi fattori e attori. Sarebbe auspicabile aumentare il traffico ferroviario per il trasporto delle materie prime, e la situazione è ulteriormente complicata dalle problematiche legate alle tratte ferroviarie disponibili, rendendo il quadro logistico estremamente complesso.

I dazi per le importazioni e le esportazioni suscitano tensioni: come si vuole comportare l’Italia con chi importa? E con l’esportazione italiana?

L’Italia, con la sua spiccata vocazione all’export e una limitata disponibilità di materie prime, sta affrontando un periodo complesso. L’aumento dei costi di materie prime, gas ed energia elettrica ha reso la nostra produzione ancora meno competitiva a livello globale. La combinazione di una potenziale svalutazione del dollaro e l’applicazione di tali dazi comporterebbe un significativo incremento dei costi per il cliente americano, rendendo i nostri prodotti meno attraenti.

Per quanto riguarda il sistema Ets e la riduzione delle emissioni, a che punto siamo?

Il sistema Ets (Emission Trading Scheme) rappresenta un extra costo del 15% sulla bolletta energetica per le aziende italiane, che già pagano tariffe più elevate rispetto anche ad altri produttori europei, come quelli spagnoli. Questo rende sempre più costoso produrre in Italia, colpendo in particolare le piccole e medie imprese.

Per quanto riguarda la riduzione delle emissioni, il settore ceramico ha già raggiunto le migliori prestazioni possibili, utilizzando impianti all’avanguardia. La nostra preoccupazione è che vengano fissati nuovi limiti di emissione sempre più stringenti quando sul mercato non esistono ancora le tecnologie idonee per ridurle ulteriormente.

L’utilizzo di idrogeno, ad esempio, non è in grado di sostituire il metano e, al momento, è anche più costoso da produrre, richiedendo esso stesso un maggiore consumo di metano in fase di elettrolisi, qualora non sia prodotto da energie rinnovabili. Il biometano sarebbe una soluzione parziale per ridurre l’utilizzo del gas naturale, dove però è necessario mettere in piedi una catena di produzione e distribuzione. Un ritorno al nucleare, come avviene in Paesi vicini a noi, potrebbe essere un tassello aggiuntivo per diversificare le fonti energetiche e ridurre la dipendenza dagli idrocarburi, oltre alle emissioni.

La tecnologia corre veloce: quali sono state a vostro parere le innovazioni più importanti degli ultimi dieci anni nel settore?

Negli ultimi dieci anni, e in particolare nell’ultimo quinquennio, il settore ceramico ha compiuto un balzo significativo nell’innovazione tecnologica, anche grazie all’adozione di Industria 4.0. L’accelerazione nell’organizzazione e nella produzione è stata notevole, mantenendo un ritmo costante di innovazione, nonostante qualche difficoltà nell’accesso a specifici fondi statali.

A livello di prodotto, il boom delle grandi lastre e dei grandi formati si è rivelato una delle innovazioni più importanti. Parallelamente, si è lavorato sulla riduzione degli spessori, portando a un minor impiego di materie prime e a una diminuzione dell’impatto energetico. Il settore è ora proiettato verso ulteriori avanzamenti che modelleranno il futuro della produzione ceramica.

Abbonati ora alla nostra rivista! Scegli tra la versione cartacea o digitale.


Articoli correlati