I venti di crisi internazionale non hanno fatto naufragare l’edizione 2025 di Cersaie, che si è confermata una vetrina di primo piano per il mondo della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno. Nelle cinque giornate di fiera sono stati accolti 94.577 visitatori, con un lieve calo rispetto allo scorso anno (-0,8%). Sul totale delle presenze sono aumentati gli operatori nazionali (49.671 rispetto a 48.226 nel 2024, +3%) mentre, anche a causa degli scioperi nelle giornate di apertura e di chiusura, sono diminuiti del 4,6% quelli internazionali (44.906 rispetto ai precedenti 47.095), che rappresentano comunque il 47,5% dei visitatori della manifestazione. Prossimo appuntamento dal 21 al 25 settembre 2026.


I numeri di Cersaie 2025

La 42esima edizione di Cersaie ha coinvolto 16 padiglioni interamente occupati, pari a 155 mila metri quadrati di superficie complessiva, dove hanno esposto 627 aziende, di cui 343 del comparto piastrelle di ceramica, 98 dell’arredobagno, 186 appartenenti ai settori della posa, delle materie prime, delle nuove superfici, delle attività di servizio.

Sono stati 243 gli espositori esteri, pari al 39% del totale, con 29 Paesi rappresentati. La presenza internazionale è stata promossa anche dalla collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Ice Agenzia, che hanno permesso di comporre una delegazione di oltre 210 operatori provenienti da tutti e cinque i continenti per Cersaie Business, il progetto d’incoming internazionale di operatori e prescrittori giunto alla sua quattordicesima edizione.

Anche il trade e il mondo della posa sono stati al centro del progetto incoming, con la presenza di delegazioni delle associazioni internazionali di settore quali TTA-The Tile Association (associazione inglese che raggruppa posatori, distributori e rivenditori), BDB-Bundesverband Deutscher Baustoff-Fachhandel (associazione tedesca dei distributori) e Euf-European Union of National Tile Associations (federazione europea dei posatori), per un totale di circa 60 professionisti.

La ceramica italiana continua a essere industria di riferimento, ma non mancano le criticità: la riforma del sistema Ets, il caro energia e le criticità del commercio internazionale sono state al centro del convegno inaugurale di Cersaie 2025, dal titolo «Continuare ad investire nella manifattura ceramica italiana».

«Cersaie si conferma una piattaforma di riferimento internazionale per il mondo della ceramica e dell’arredobagno, capace di attrarre espositori e visitatori da tutto il mondo e di rafforzare il ruolo di BolognaFiere come hub globale per la manifattura. «I risultati di questa edizione ci restituiscono la misura della vitalità del settore nonostante la difficile congiuntura e situazione internazionale e della sua straordinaria capacità di generare relazioni, idee e opportunità concrete di sviluppo. È un segnale importante per tutto il comparto e un riconoscimento al lavoro svolto da Confindustria Ceramica, che rende questo appuntamento un patrimonio per Bologna e per l’Italia». 

— Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere

Gli eventi

Come ogni anno, la manifestazione Cersaie ha incluso numerosi eventi collaterali tra lectio magistralis, convegni, incontri, dimostrazioni presso la Città della Posa.

Un calendario ricco di appuntamenti che ha coinvolto ad esempio 500 partecipanti alla Lectio Magistralis dell’architetta statunitense Elisabeth Diller, socia dello studio Diller Scofidio + Renfro (DS + R), che ha raccontato la nascita e la storia progettuale dei suoi progetti più conosciuti, come l’High Line di New York, un parco urbano di 2,3 chilometri realizzato su un vecchio binario ferroviario dismesso, e The Shed, un centro culturale caratterizzato per la sua struttura mobile che si espande e contrae.

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L’architetta statunitense Elisabeth Diller durante la sua lectio magistralis

 

Sono stati centinaia anche gliarchitetti che hanno partecipato agli altri eventi del programma Costruire, Abitare, Pensare, a cui si sommano «le 620 presenze di giornalisti, 150 dei quali hanno preso parte alla conferenza stampa internazionale, e i 18 Cafè della stampa tenutisi nei cinque giorni di fiera», ha elencato Filippo Manuzzi, alla guida delle Attività Promozionali di Confindustria Ceramica.

«Grande è la soddisfazione anche per l’ampia partecipazione di giovani, con i 1.200 studenti che hanno partecipato alla Lezione alla Rovescia e i 300 che hanno dato vita al Career Day; a questo si è aggiunto anche il grande interesse per l’allestimento e per l’afflusso registrato alla Città della Posa», giunta alla tredicesima edizione.

La Città della Posa

Il mondo della posa ha trovato una nuova collocazione nel Padiglione 19, totalmente dedicato al settore, una scelta che non sempre ha incontrato un riscontro positivo tra gli espositori. Gli oltre 5.400 metri quadrati di spazio espositivo (+35%) sono andati comunque sold out, dei quali 830 occupati dalla Città della Posa (+40%) e dallo spazio dedicato al work in progress, in collaborazione con i posatori stranieri, quest’anno più che raddoppiato.

Grande curiosità ha destato l’iniziativa Cersaie World Tiling Lab, un’area di oltre 200 metri quadrati nella quale quattro squadre di giovani posatori provenienti da Italia, Svizzera, Danimarca e Brasile si sono cimentate nella posa di superfici ceramiche per la realizzazione di ambienti bagno, outdoor, living e facciata.

Le premiazioni ADI

In occasione di Cersaie 2025 si è tenuta anche la premiazione dell’ADI Ceramics & Bathroom Design Award, riconoscimento dedicato ai prodotti italiani esposti in fiera che meglio hanno saputo coniugare innovazione e qualità progettuale, nei settori piastrelle di ceramica, arredobagno e altre superfici.

Ad aggiudicarsi l’edizione di quest’anno del premio sono stati per la categoria ceramica Gigacer con Dune, Coem con Milano Sublime,Ceramiche Refin con Ink, mentre per la categoria arredobagno hanno vinto Mamoli con Serie Marc, Itlas con L’Essenziale Xline e Ardeco by Artesi con Loop. Menzione speciale a Ceramiche Atlas Concorde per Tratto.

A Cersaie 2025 sono stati consegnati anche i premi ai migliori stand fieristici con l’ADI Booth Design Award: i riconoscimenti sono andati a Cimento, Gruppo Bardelli, 41zero42, mentre una menzione speciale è stata destinata a Co Rubinetterie.

Questa edizione della fiera è stata anche l’occasione per il conferimento dei premi della Tile Competition, il Concorso Internazionale di Architettura, organizzato a cadenza biennale, dedicato ai migliori progetti realizzati in Europa e Nord America eseguiti con piastrelle di ceramica italiane certificate Ceramics of Italy.

«La grande capacità di attrazione di Cersaie ha consentito alle aziende espositrici di valorizzare al meglio gli investimenti fatti: la qualità dei distributori, architetti, posatori, operatori del real estate incontrati a Bologna è stata ben percepita dalle nostre aziende nei loro stand. La ceramica italiana continua a essere industria di riferimento a livello mondiale grazie agli investimenti fatti, al valore assoluto del proprio design e dell’innovazione, che si accompagnano a un continuo impegno per la sostenibilità ambientale e sociale».

— Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica

Gli interventi al Convegno inaugurale Cersaie 2025

Cersaie2025_convegno-economico

Il presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari, ha aperto il Cersaie 2025 con un incontro sul tema Continuare ad investire nella manifattura ceramica italiana.

Numerosi gli interventi, come quello del presidente della Regione Emilia- Romagna, Michele De Pascale, in collegamento dall’Expo di Osaka, che ha sottolineato la necessità della riduzione dei costi dell’energia, della logistica per l’approvvigionamento e delle materie prime.

Il presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas, ha invece sottolineato il ruolo da protagonista del settore ceramico e dell’arredobagno come eccellenza del Made in Italy. «Seppure in un clima di incertezza legato alle tensioni geopolitiche e al contesto macroeconomico globale, il Made in Italy della ceramica sta mantenendo la posizione nonostante la pressione incalzante che proviene dai produttori a basso costo», ha ricordato Zoppas.

Secondo Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica, un settore da oltre 7,5 miliardi di euro con 240 imprese e circa 30 mila dipendenti diretti, «oggi per uscire dalle difficoltà del settore edile nazionale sono necessari interventi straordinari, come piani casa per far fronte alle emergenze dell’edilizia sociale e abitativa dei nostri giovani. Per la ceramica italiana, leader del commercio internazionale in valore, l’accordo Ue–Usa ha portato certezza nei rapporti con i nostri partner commerciali, ma ha raddoppiato i dazi e a cui si è aggiunta la svalutazione del dollaro», ha lamentato il presidente degli industriali del settore.

«Il rischio più grande è che la crescente chiusura del mercato Usa porti produttori di altri Paesi, come l’India, a scaricare il loro surplus produttivo sul mercato europeo. Questo richiede, a livello Ue, strumenti molto più efficaci per il contrasto alle pratiche commerciali scorrette, soprattutto su dumping ambientale e sociale, ma anche una normativa che obblighi tutti a dichiarare l’origine dei prodotti immessi nel mercato europeo».

Dopo aver esortato Bruxelles a smettere di penalizzare le produzioni Ue con scelte normative fuori da ogni realtà, Ciarrocchi ha sostenuto l’esigenza di rivedere o sospendere il sistema Ets: «Già oggi l’Emission Trading, e il nuovo Ets 2 aggiunge alle nostre imprese un aggravio del 15% al costo dell’energia più caro del mondo, pari a un extra costo di circa 100 milioni annuo, destinato ad aumentare. Queste risorse che vengono sottratte alle imprese per i loro investimenti in innovazione e vanno in gran parte alla speculazione finanziaria. Le imprese italiane della ceramica sono leader mondiali perché hanno sempre continuato a investire, fino al 10% del loro fatturato e 2 miliardi di euro in un triennio, anche se lo scorso anno gli investimenti sono calati del 20% e il rischio che questo andamento continui è purtroppo reale. A livello europeo l’Ets va sospeso o modificato urgentemente, introducendo deroghe per la ceramica che già sono previste per altri settori, in modo da lasciare alle nostre imprese le risorse per fare i necessari investimenti. A livello nazionale, abbiamo bisogno di un costo dell’energia almeno allineato a quello dei concorrenti europei e di ogni possibile sostegno per gli investimenti in ricerca e innovazione di prodotto e di processo».

Una panoramica sul contesto internazionale è stata tracciata da Marco Fortis, economista e direttore della Fondazione Edison. «Nei primi sette mesi dell’anno 2025 l’export italiano ha raggiunto quello del Giappone al quarto posto tra gli esportatori mondiali. Era già accaduto nella prima parte dello scorso anno, ormai è un testa a testa. Tuttavia, la produzione industriale è stagnante e gli investimenti, dopo la fine del piano 4.0, sono rallentati. Non è un problema di competitività del sistema industriale in sé, come dimostra il successo dell’export, ma c’è un problema europeo di bassa domanda, di bassa crescita e di alta incertezza per i consumatori e le imprese a causa delle strutture del Green Deal. Aggiungiamoci i dazi di Trump e la rivalutazione dell’euro e si capisce perché l’Europa è ferma e la sua industria non ha un futuro chiaro, col rischio di perdita di competitività. Manca una strategia industriale, il rapporto Draghi è inascoltato e la commissione europea è inconcludente», ha puntualizzato Fortis.

Il ministro per gli Affari Europei e il Pnrr, Tommaso Foti, e il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, sono invece stati entrambi concordi nel chiedere una revisione del Green Deal europeo.

«Serve un cambio di passo, un patto di responsabilità sociale tra tutti i partiti in Europa: come fu fatto a suo tempo da Draghi per salvare l’euro, oggi serve un Whatever it Takes anche per l’industria europea, perché abbia un futuro», ha concluso il presidente di Confindustria Emanuele Orsini.

ADI Ceramics & Bathroom Design Award 2025: I vincitori 2025

I vincitori e le motivazioni all’Adi Ceramics & Bathroom Design Award, riconoscimento dedicato ai prodotti italiani esposti al Cersaie.

CATEGORIA: CERAMICA

Gigacer, Dune: il prodotto unisce sostenibilità a un codice visivo capace di restituire l’immagine e la matericità della duna. La tecnologia a polveri digitali con effetto a vena passante risolve inoltre in modo diretto la componente grafica e decorativa, valorizzando la naturalezza del materiale.

Coem, Milano Sublime: la collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano dimostra la sensibilità dell’azienda verso i materiali e la tradizione storica, architettonica e artigianale. Il progetto restituisce inoltre una qualità tattile che rafforza l’esperienza percettiva del materiale, contribuendo a evocare la dimensione autentica della pietra.

Ceramiche Refin, Ink (Design Refin Lab): la collezione rende il decoro parte integrante del materiale. Il pattern insieme al lustro traslucido, applicato in corrispondenza del disegno, amplifica profondità e vibrazione, generando un’illusione ottica che cambia a seconda della distanza.

CATEGORIA: ARREDOBAGNO

Mamoli, Serie Marc (Design Marc Sadler): il connubio fra tecnologia e design, applicato a un programma di rubinetteria completo, dà vita a una proposta evoluta e senza tempo. Ogni dettaglio riflette qualità, dalle linee ai materiali, fino alle più innovative componenti idrauliche.

Itlas, L’Essenziale Xline (Design Studio Itlas): le superfici del mobile dialogano in continuità con i rivestimenti dell’ambiente, dando vita a un effetto mimetico e a un’integrazione armoniosa tra gli elementi. La texture lignea reinterpreta il concetto di superficie con eleganza e naturalezza.

Ardeco by Artesi, Loop (Design Enrico Cesana): la ricerca materica valorizza il recupero del vetro proveniente da pannelli fotovoltaici, amalgamato con resina colorata, generando una texture unica, capace di evocare la fluidità e la dimensione formale dell’elemento acqua.

MENZIONE 2025: CERAMICA

Ceramiche Atlas Concorde, Tratto (Design Piero Lissoni): il connubio tra arredo e rivestimento viene risolto in modo completo e coerente con un sistema di complementi dove gres e vetro si uniscono diventando elementi strutturali e generando una ricerca su nuove possibilità di utilizzo.

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