Cersaie, il Salone Internazionale di Bologna registra il tutto esaurito con 630 espositori che hanno confermato la propria partecipazione, il 39% dei quali provengono da 24 Paesi esteri, anticipa Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica. Grandi lastre e spessori tra i trend attesi
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Quaranta sono le candeline che Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica e dell’Arredobagno di Bologna, è pronto a spegnere il 25 settembre 2023, data di inaugurazione della nuova edizione cha già da mesi ha annunciato il tutto esaurito.
Sono oltre 630 gli espositori che hanno confermato la propria partecipazione, il 39% dei quali provengono da 24 Paesi esteri. Oltre alle novità dalle aziende, la manifestazione coglie l’occasione del suo quarantesimo compleanno per fare il punto sul percorso intrapreso finora, attraverso una esposizione focalizzata sui prodotti, il design e le tecnologie che hanno segnato la storia della ceramica e dell’arredobagno. Un’iniziativa che si pone come testimonianza storica, ma anche come trampolino di lancio volto a cogliere le nuove sfide del mercato in un settore che, dopo un 2022 di forte crescita, fa i conti con un primo semestre meno vivace.
YouTrade ha incontrato il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani, per scoprire le novità di Cersaie 2023 e fare il punto sull’andamento del settore e le previsioni a fine anno.
Cersaie compie 40 anni. Qual è il bilancio di questo lungo cammino? Sono previste iniziative particolari per festeggiare l’anniversario?
Una parola che può riassumere il bilancio di quattro decenni di Cersaie è orgoglio. Orgoglio di aver creato una fiera che, anno dopo anno, ha consolidato la sua credibilità, diventando un punto di riferimento centrale nelle agende di distributori e architetti. Un appuntamento atteso e scelto dalle aziende per presentare i prodotti più innovativi, frutto dell’impegno e degli investimenti fatti, che diventano tendenze sui diversi mercati proprio perché validati sul palcoscenico più importante al mondo. Per apprezzare questa capacità di costruire, edizione dopo edizione, il nuovo che fa tendenza, Cersaie 2023 ospita Route 40, percorso espositivo dove vengono mostrate le principali innovazioni della ceramica e dell’arredobagno che hanno determinato momenti di svolta nel corso del tempo. E dove sarà possibile vedere le ultime novità che contribuiranno a qualificare l’architettura e l’interior design di domani.
Quali sono le principali sfide a cui il settore ceramico deve rispondere oggi?
Confermare la nostra leadership tecnologica, di prodotto e nel commercio internazionale, che porta tutto il mondo a guardare alle aziende italiane per capire le future direzioni di sviluppo. A questo aggiungerei anche l’individuazione di nuove destinazioni d’uso per le superfici ceramiche, le cui eccellenti caratteristiche sono ben note, e ampliare i confini del nostro business. Un approccio che decliniamo su tutti i mercati del mondo, dove la competizione con gli altri produttori si fa ogni giorno sempre più dura.

Com’è andato il settore nel 2022 e quali sono, invece, i risultati raggiunti nel primo semestre 2023?
Il 2022 si è chiuso con una forte crescita dei fatturati, necessaria per rispondere ai maggiori costi di energia, trasporti e materie prime, a fronte di volumi in linea con quelli dell’anno precedente. I risultati negativi del primo semestre di quest’anno sono il frutto di uno scenario completamente diverso, dove alti tassi di interesse si sono sommati a un’inflazione che ha spaventato i consumatori, oggi meno propensi a investire per ristrutturale la propria casa a favore di spese di altra natura.
Quali sono le vostre previsioni a fine anno?
Le consuete difficoltà nel fare previsioni sono aumentate in modo esponenziale a causa di tutte le variabili in gioco, non ultima la crisi immobiliare che interessa alcune grandi aziende edili cinesi, mercato dove l’Italia esporta quasi nulla, ma che per la dimensione del Paese potrebbe produrre effetti in altre parti del mondo.
Quali conseguenze e cambiamenti, a livello produttivo e distributivo, ci sono stati dopo lo shock del rincaro del costo dell’energia?
La scelta fatta dall’industria ceramica italiana di affrontare questa difficilissima situazione continuando a rispondere alla richiesta di prodotti italiani, pur sacrificando i margini, è stata una mossa apprezzata dal mercato che ci ha anche consentito di rafforzare i legami con il sistema della distribuzione. Altro dato importante è che i clienti sui mercati internazionali hanno maggiormente premiato l’Italia, Paese che già scontava i più alti prezzi di vendita, rispetto agli altri competitor: una ulteriore riprova dell’apprezzamento per i prodotti e il livello di servizio offerto dalle imprese italiane.
Sul fronte dell’innovazione e del design, quali sono le principali tendenze che si stanno affermando oggi sul mercato? Ci sono particolari novità in esposizione in fiera?
Una delle peculiarità della ceramica è la versatilità estetica, nel senso che dalle medesime linee di produzione è possibile ottenere tutti i disegni, gli effetti superficiali e i colori. Immagino un’evoluzione ulteriore sulle grafiche delle grandi lastre, ma anche nuove soluzioni rispetto ai formati più tradizionali. La crescente attenzione verso l’outdoor porterà un maggior numero di collezioni ceramiche spessorate. Mi aspetto, come sempre, che a Cersaie non ci sia una univoca tendenza, ma tante soluzioni per rispondere a un mercato sempre molto articolato.

Quanti sono gli espositori presenti a Cersaie 2023 e quali categorie merceologiche rappresentano?
Gli espositori della quarantesima edizione di Cersaie sono oltre 630, dei quali il 39% provengono da 24 Paesi esteri. Produttori di piastrelle di ceramica e arredobagno si confermano i settori espositivi più ampi della fiera, a cui si affianca il mondo della posa e delle altre attività della filiera. Sono numeri che confermano la centralità di Cersaie nel panorama mondiale.
Oltre alle novità di prodotto, che cosa troveranno i visitatori in fiera?
In questa edizione la Città della posa celebra i dieci anni di attività con un layout dello stand e una immagine coordinata totalmente nuove. Si tratta di un’area dove work in progress e conferenze consentono di aggiornare le conoscenze in questo fondamentale ambito. Uno spazio espositivo che nel corso del tempo ha acquisito sempre maggior valore e interesse, frequentata oltre che dai posatori anche da architetti e distributori interessati a conoscere le novità e lo stato dell’arte rispetto alla messa in opera del materiale ceramico.
Sul fronte degli eventi, invece, chi sono gli ospiti di questa edizione?
Il programma Costruire abitare pensare prevede la conferenza dell’architetto cinese Xu Tiantian, che approfondirà il tema dell’architettura rurale nel suo Paese con un taglio diverso rispetto al classico relativo alle megalopoli. Ci saranno poi le presentazioni de La Città Ideale, il concept di Mario Cucinella per il Padiglione Italiano all’Expo 2025 di Osaka; dell’Opera House di Sidney, l’edificio pubblico che già mezzo secolo fa ha visto un ampio uso di ceramica a partire dal tetto, e il convegno sui progetti del Pnrr per la città di Bologna. Con il format della conversazione si terranno quest’anno 18 Cafè della Stampa, finalizzati a trattare temi di attualità relativi al mondo dell’architettura, del design e dell’urbanistica. Un calendario di appuntamenti importanti che conferma Cersaie quale piattaforma anche culturale e informativa per tutti gli interlocutori attivi, in Italia e nel mondo, nella filiera della ceramica e dell’arredobagno.

Route 40 a Cersaie: un percorso per l’anniversario
Curato da Davide Vercelli e progettato da Dario Curatolo, Route 40 è il percorso espositivo che fa rivivere ai visitatori di Cersaie 2023 i 40 anni della fiera, focalizzandosi su design, tecnologia, prodotti e aziende che hanno fatto la storia. A partire dal Quadriportico l’esposizione prosegue in Galleria 21-22, 25-26 e nel Mall del Padiglione 37 con allestimenti che raccontano attraverso quattro decenni lo spazio architettonico delineato dalla ceramica e dall’arredobagno, sottolineando i cambiamenti avvenuti in ambito culturale, sociale, progettuale e produttivo.
Città della Posa a Cersaie 2023
In uno spazio di oltre 400 metri quadrati all’interno del Padiglione 32 di Cersaie 2023, la Città della Posa riserva ai propri visitatori dimostrazioni di messa in opera di piastrellature ceramiche in collaborazione con Assoposa (Associazione nazionale posatori e rivendite di ceramiche), che quest’anno celebra i suoi primi dieci anni di attività.
Oltre alle dimostrazioni, lo spazio ospita anche seminari tecnici rivolti ad architetti e progettisti (con crediti formativi professionali) sul tema della posa delle grandi lastre ceramiche, con riferimenti alla normativa Uni 11493 e un vero e proprio laboratorio. I seminari sono in programma da lunedì 25 a giovedì 28 settembre nel pomeriggio e nella mattina di venerdì 29 settembre. Da non perdere anche le Matinée della Città della Posa, iniziative aziendali dedicate ai temi di maggiori attualità inerenti al mondo della posa.

Ceramica italiana: i numeri 2022 e le incertezze dopo il boom
Secondo i dati resi noti da Confindustria Ceramica per l’anno 2022, il settore della ceramica italiana ha coinvolto 259 aziende, per un totale di 26.500 addetti diretti, e ha generato un fatturato di 8,7 miliardi di euro.
Le vendite di piastrelle si sono attestate a 7,2 miliardi di euro (449 milioni di metri quadrati), derivanti per 6 miliardi dalle esportazioni (+14,8%; quota del 83% sul fatturato) e per 1,2 miliardi di euro da vendite in Italia.
Per quanto riguarda la ceramica sanitaria, il fatturato è stato di 396,9 milioni di euro, con vendite sui diversi mercati esteri per 156,8 milioni di euro (40% del totale).
L’andamento delle vendite nei primi mesi del 2023 ha visto invece una inversione di tendenza: «Nel primo trimestre 2023 la flessione delle esportazioni in volume è stato nell’ordine del 25% e ha interessato tutti i mercati. Un calo che ha riguardato anche l’Italia, anche se con cifre inferiori al 10%. In contrazione anche i fatturati esteri nell’ordine del 13%, mentre quello italiano registra un segno positivo di alcuni punti percentuali», ha dichiarato il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani. Senza dubbio, dopo lo straordinario exploit dei primi sei mesi del 2022, un ritorno su valori più bassi poteva essere prevedibile, anche se il calo trova una sua spiegazione soprattutto nel profondo cambiamento dello scenario, caratterizzato da tassi di interesse cresciuti repentinamente, una fortissima resilienza dell’alta inflazione, l’esaurimento della fiammata dei consumi post lockdown, il peggioramento del clima di fiducia dei consumatori. In questo contesto la competizione internazionale si fa ancor più accesa e altissima è l’attenzione dell’industria italiana ed europea affinché tutti gli esportatori, tra cui quelli di India e Cina, applichino le regole del Fair Trade».
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