Le caldaie a gas stanno vivendo uno dei momenti più difficili degli ultimi anni, strette tra la transizione energetica europea, la fine degli incentivi fiscali e un mercato dell’edilizia sempre più rallentato.
Lo stop agli incentivi spegne le caldaie
Il costo della transizione energetica, oppure miopia? Forse una via di mezzo secondo i produttori di caldaie. L’Italia è uno dei principali paesi di produzione di dispositivi per la climatizzazione, ma la sciagurata invasione russa dell’Ucraina ha portato la Ue ad accelerare la indipendenza dalle fonti fossili, già nel mirino per il fattore ambientale.
Per questo motivo da gennaio 2025 è vietato offrire agevolazioni fiscali per le caldaie alimentate a metano. Il provvedimento, a differenza di altri, già previsto dalla direttiva Epbd (Case Green), è stato subito recepito dal governo italiano. E le vendite sono crollate.
Logico che Assotermica, l’associazione di produttori di apparecchi e componenti per impianti termici che fa capo ad Anima Confindustria, sia sul piede di guerra. Ma è davvero colpa della direttiva Case Green?
In vista della fine dei bonus per l’edilizia, che il governo ha tagliato indipendentemente dalle norme Ue, c’era stata una corsa all’acquisto di caldaie. Il calo, quindi, sconta anche le installazioni extra.
Detto questo, i numeri sono impietosi: le caldaie murali vendute sono scese dalle 911.899 del 2024 a 769.090 del 2025 (-15,7%), quelle a basamento sono passate da 8.342 a 6.340 (-24%), quelle soffiate da 4.252 a 3.626 (-14,7%). E il calo ha coinvolto anche gli scaldacqua a gas, scesi da 310.021 a 291.084 (-7,5%).
Ma qualcosa fa pensare che la frenata non sia solo legata alla direttiva Ue, perché sono diminuiti anche i generatori che integrano energie rinnovabili. Gli apparecchi ibridi (pompa di calore più caldaia, controllati da una centralina) sono scesi da 9.856 a 9.040 unità (-5%) e gli scaldacqua in pompa di calore, da 23.516 a 22.916 (-7,5%). Sono aumentati, invece, i bruciatori, con un incremento da 23.539 a 25.581 pezzi (+8,7%).
Secondo Assotermica, sarebbe necessario accelerare la sostituzione delle tecnologie obsolete con soluzioni più efficienti, dato che in Italia ci sono circa 9 milioni di apparecchi obsoleti. Vero. Ma la parola incentivi sembra essere uscita dal dizionario.
di Franco Saro
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