Intervento dell’associazione dei distributori idrotermosanitari aderente a Confcommercio e a Federcostruzioni sulla direttiva Epbd.
Che fine ha fatto la direttiva Cae green che il governo avrebbe dovuto presentare entro dicembre? Se lo chiede anche Angaisa. Dopo la flessione del 2024, i dati dell’Osservatorio Vendite Angais indicano che il 2025 ha chiuso con un ulteriore calo del -3,54% e un crollo del -14,24% nel mese di dicembre (rispetto al dicembre dello scorso anno). E i primi segnali del 2026 non mostrano alcuna inversione di tendenza.
Secondo Angaisa, l’associazione dei distributori idrotermosanitari aderente a Confcommercio e a Federcostruzioni, il rallentamento non è riconducibile solo a fattori congiunturali, ma riflette l’assenza di una chiara direzione politica sul futuro del settore edilizio e, in particolare, della riqualificazione del patrimonio immobiliare. Un comparto che registra una contrazione degli investimenti del 18% in termini reali, a fronte del progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali e della mancanza di strumenti alternativi in grado di sostenere il mercato, anche considerando il Conto Termico 3.0, di cui è attualmente difficile valutare l’effettiva capacità di rivitalizzare la domanda.

C’è il rischio concreto, osserva Angaisa di accumulare ritardi nell’attuazione della direttiva europea Epbd (Case Green) sulle prestazioni energetiche degli edifici. Il Governo non ha infatti rispettato la prima scadenza prevista, non presentando a Bruxelles il Piano nazionale di ristrutturazione del patrimonio edilizio entro il 31 dicembre scorso, né ha ancora chiarito come intenda recepire complessivamente la direttiva entro il prossimo mese di maggio. In assenza di un quadro di riferimento esaustivo e aggiornato, il mercato rischia la progressiva paralisi, in attesa di sapere quali edifici dovranno essere riqualificati, con quali priorità e con quali strumenti e incentivi di sostegno.
“La transizione energetica degli edifici non può essere affidata all’incertezza”, sottolinea il presidente Angaisa Maurizio Lo Re. “Senza un indirizzo chiaro sugli incentivi che dovranno sostenere la riqualificazione energetica, famiglie e imprese rinviano le decisioni, mentre l’intera filiera perde volumi, occupazione e capacità di investimento”. Eppure la domanda potenziale esiste. Secondo la recente indagine realizzata da Nomisma per Angaisa, quasi un italiano su due avrebbe in programma interventi di manutenzione e riqualificazione entro la fine del 2026 e due cittadini su tre considerano la ristrutturazione della casa una priorità nei prossimi anni. Ma senza regole stabili e una strategia nazionale, queste intenzioni rischiano di rimanere inespresse. Per questo Angaisa chiede al Governo di assumere rapidamente una posizione chiara sull’attuazione della direttiva Case Green, individuando gli immobili da riqualificare in via prioritaria e definendo un sistema di incentivi coerente, duraturo e sostenibile. Solo così sarà possibile evitare che la frenata in atto si trasformi in un blocco strutturale del mercato edilizio, con ricadute economiche e sociali difficilmente reversibili.
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