Non va tutto così male. Ma non va neppure tutto bene. Per il mondo dell’edilizia alcune ombre si profilano all’orizzonte, anche se non è affatto detto che le nubi si trasformino in tempesta. In ogni caso, le imprese devono fare, anzi rifare, i conti con una compagna di viaggio sgradita: l’inflazione. È stato istruttivo e, soprattutto, utile il webinar organizzato da Virginia Gambino Editore centrato sulla gestione dell’aspetto finanziario e sulle prospettive della filiera edile alla luce della nuova situazione dell’economia. Che si può riassumere così: buona tenuta delle imprese, aumento dei fatturati, sentiment positivo degli imprenditori. Ma anche rincari dei materiali che proseguiranno, blocchi dovuti agli incagli da cessione del credito, problemi di liquidità per alcuni.

Secondo Federico Della Puppa (Centro Studi YouTrade) l’inflazione, in un certo modo, riporta le imprese alla normalità, anche se i rincari che stiamo vivendo sono viziati dall’imbuto tra domanda e offerta causata del post covid e dalla guerra scatenata dalla Russia in Ucraina, che ha fatto salire alle stelle il costo dell’energia. Ma, anche se i costi per le imprese sono saliti, gli indici suggeriscono che le imprese delle costruzioni non abbiano ancora terminato la benzina. Anche per il prossimo anno, insomma, il dato dovrebbe essere positivo. Salvo imprevisti.

Nel frattempo, però, occorre focalizzarsi sulla gestione di magazzino, liquidità, ammortamenti. E non fare troppo caso al gonfiarsi dei fatturati, ha ammonito Alberto Bubbio, Responsabile del Centro Costi e Performance aziendali, Liuc Business School-Università Cattaneo. Ma l’esperto non si è limitato a sottolineare l’importanza di adeguare i parametri finanziari delle aziende al contesto inflattivo: nella sua relazione ha anche suggerito sette parametri da seguire per pilotare la barca-impresa nelle acque agitate della congiuntura.
Sintesi delle relazioni, slide e il quadro completo delle sette regole d’oro per gestire l’inflazione saranno pubblicate sul prossimo numero di YouTrade.
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